IL LETTOR VERO NON E' CHI MI COMPRA MA CHI MI AMA - Gabriele d'Annunzio

Quando il Vate voleva liberarsi dei Savoia

Quando il Vate voleva liberarsi dei Savoia

La biografia politica di Gabriele D’Annunzio ci viene riproposta nell’interessante saggio di Vito Salierno, D’Annunzio e i Savoia (Salerno Editrice, pagg. 236, euro 14), che ne mette in luce il carattere eversivo nei confronti del sistema politico liberale e dello stesso istituto monarchico. Fervido proselita dell’entrata in guerra dell’Italia, a fianco di Francia e Inghilterra, nel 1915, D’Annunzio aveva mescolato la sua azione a quella dell’interventismo più radicale che, nelle sue componenti di sinistra e di destra, minacciava addirittura un’azione rivoluzionaria per spingere Vittorio Emanuele III a fornire il suo consenso alla presa d’... »

Il volo dell’arcangelo

Il 13 agosto 1922 alle ore 23 circa, Gabriele D’Annunzio cadeva da una finestra del Vittoriale ( per la verità ancora Villa Cargnacco). Intorno a questo banale incidente molto si è scritto e molto si è argomentato, attribuendo ad esso conseguenze persino gravi. L’esagerazione, per tutto ciò che riguarda D’Annunzio, è tutt’altro che infrequente e fu sempre una condizione alimentata dallo stesso Poeta. Tuttavia questo è il solo caso eclatante in cui non solo egli osservò un rigoroso silenzio, ma lo impose con energia a tutti coloro che ne furono protagonisti, fossero pure secondari. Cosa sia veramente successo e per quali motivi, lo scopriremo insieme appoggiandoci agli scritti, alle testimoni... »

Fiume – gli “scalmanati” e il Sessantotto

Fiume – gli “scalmanati” e il Sessantotto

Ribelli, insofferenti, spiriti liberi. L’area degli “scalmanati” rispecchia l’anima più originale del fiumanesimo. Il fenomeno presenta una forte corrispondenza con le realtà artistiche e ideologiche coeve: il dadaismo negatore e soprattutto il futurismo politico, la cui vicenda s’intreccia con la storia dell’impresa proprio attraverso i percorsi di Marinetti. Sempre per rintracciare somiglianze e cercare d’individuare punti di collegamento tra i molteplici eventi della rivolta novecentesca, alcuni aspetti dell’avventura fiumana possono essere messi a confronto con movimenti lontani nello spazio e nel tempo. Ma si potrebbe azzardare un paragone con le agitazioni giovanili degli anni della co... »

Il superuomo dannunziano

Il superuomo dannunziano

L’immagine del D’Annunzio è da sempre in qualche modo legata al culto del superuomo di Nietzsche anche se in realtà D’Annunzio ha veramente poco da spartire col “Zarathustra”. Prima di affrontare l’argomento occorre fare una rapida digressione su Nietzsche ed il mito del superuomo. Secondo Nietzsche, l’uomo vive immerso nell’eterno ritorno, in un tempo infinito ove tutte le situazioni e gli eventi possono ripetersi infinite volte. Esso è schiavo e vittima dell’eterno ritorno, assorbito in una dimensione perennemente ridondate. Il mondo è popolato da miriadi di persone che subiscono l’eterno ritorno senza tentare di elevarsi, rifugiati nelle regole e nelle sicurezze imposte dalla sovrastruttu... »

d’Annunzio e la parola

d’Annunzio e la parola

Si sa che per d’Annunzio l’uso ricercato di termini e di parole fu molto importante tanto da scrivere molto spesso “Parola”, proprio come poi farà per “Verso”, l’iniziale maiuscola indica quanto potesse essere importante per il Vate l’uso anche sproporzionato di termini aulici e sofisticati. Ma è meglio fare un pò di ordine sul fatto cronologico, quando iniziò questa “eterna” ricerca di vocaboli aulici? Innanzitutto occorre partire dal 1874, quando il giovane Gabriele entra al collegio Cicognini di Prato e viene continuamente schernito dai compagni per la sua cadenza abruzzese, infatti pronuncia il termine “rosa”, come il participio passato del verbo rodere. E da allora cercherà sempre di co... »