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Il lettor vero non è chi mi compra ma chi mi ama

Brutta Signora - Daniele De Marchi

Brutta signora che passi ogni mattina,
col cane e la pelliccia, innanzi a casa mia,
di rosa, verde e giallo ti vedo passeggiare,
con l’aria da contessa che vuol farsi adorare.

Sei pazza ? Vecchia strega, che passi assai boriosa,
con quella faccia altera e gli occhi da megera,
chi credi di incantare con la pelliccia ai piedi,
col barboncino nano che a quel guinzaglio tieni.

Sei tutta raggrinzita dal tempo e dalla vita,
coi tuoi capelli tinti e la tua chioma antica,
non ti vergogni dimmi, bruttissima signora,
che vaghi senza meta partendo di buon ora.

II.

Sei stata bella un tempo? Raccontami signora,
di quanti hanno sfiorato quella tua pelle allora,
raccontami del tempo in cui tu passeggiavi
e gli occhi dei passanti, curiosi, affascinavi.

Poi l’ultimo tuo amante, crudele ti ha lasciato,
e il tempo su quel viso l’incanto tuo ha guastato,
sei l’ombra d’un ricordo, che vaga per le strade,
e cerca negli sguardi soltanto un po’ d’amore.

E allora riconosco, bruttissima signora,
in te parvenze sorde d’una bellezza antica,
ti vedo mentre passi, leggera per le strade,
e sembri una ragazza che vuol meravigliare.

1 Giugno 2006


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Grafica prodotta in Ambiente Mac OsX - © Daniele De Marchi